Racconti

Ogni mese on line un racconto inedito dello scrittore Paolo Cortesi

 

  • L'Interrogatorio della Contessa Maria
    Un Racconto di Paolo Cortesi

    La contessa alzò appena lo sguardo, ma non abbastanza a lungo perché Quaglia potesse vedere il lampo di ira muta che brillava, come un velo di lacrime, sulla pupilla ferma.
    Così che l’ispettore riprese a parlare dopo la brevissima pausa con una tranquillità che non avrebbe avuto altrimenti. La contessa Maria se ne stava seduta sull’angolo della sedia, esibendo la sua dolorosa degnazione…

  • Riunione di Lavoro
    Un Racconto di Paolo Cortesi

    Il direttore aveva deposto sulla grande scrivania alcuni fogli; su ciascuno erano scritte solo poche parole, e i fogli sembravano bianchi; sul lustro del legno erano come fazzoletti ben stirati e la luce che veniva dall'ampia finestra, a lato, li faceva brillare.
    Il direttore si chiamava Apollonio Malozzi Canicchi Tincalli Gravasio; negli anni, la funzione aveva trasformato il suo corpo in una forma umana veramente dirigenziale…

  • Il Dubbio del Conte
    Un Racconto di Paolo Cortesi

    Aspettavano il signor conte Pellegrinetti da una decina di giorni, da quando il fattore Morini aveva annunciato la visita in modo confuso e un po' misterioso, e non si capiva se lui ne sapeva poco o se non voleva ancora dividere il suo segreto con i contadini.
    Poi anche il prete, dopo la messa, cominciò a ripetere:
    -Il signor conte ci farà presto l'onore di una visita.-, e il tono era festoso ma anche persuasivo, compunto e si capiva che il prete chiedeva di fargli fare bella figura.

  • Il Progresso
    Un Racconto di Paolo Cortesi

    Il conte Ottavio, in fondo, non era cattivo.
    Antonio lo aveva detto tante volte agli altri domestici che se n'era convinto. Il conte Ottavio, pensava, è un signore, è abituato a comandare, a farsi servire. Antonio pensava ancora, e lo disse qualche volta, che se lui fosse stato conte, avrebbe fatto proprio come il signor Ottavio. Magari avrebbe avuto più pazienza, ecco questo sì, questo sì…

  • Malato
    Un Racconto di Paolo Cortesi

    Mario non scorderà mai per tutta la vita la faccia che aveva il medico quando gli disse che suo figlio aveva la tubercolosi. Il medico aveva la finestra alla spalle; il sole era basso sull’orizzonte; i rami di un grande albero erano neri contro la luminosità larga e forte della palla di fuoco fermo. La luce attraversava le orecchie del medico, che apparivano perciò rosse, traslucide, come spellate e venate di lampi di sangue...

  • Il Passatempo del Commendatore
    Un Racconto di Paolo Cortesi

    La notte prima dell’incontro con Kradar, Antonio non dormì. Non dormì mai, neppure in quello stordimento pesante che spegne la coscienza e che sembra affondare la mente in un nero senza fine. Restò sveglio, fervoroso, con dozzine di pensieri incalzanti, strani, irrefrenabili e imprevedibili, ma tutti – al loro inizio o al termine – convergevano sulla stessa domanda: “Cosa vorrà da me?”

  • Campana
    Un Racconto di Paolo Cortesi

    Dicevano che era matto. Io, che lo vidi e ci parlai due volte, non so dire se lo fosse davvero: so soltanto che mi sembrava sempre o più saggio di ogni saggio, o più folle di ogni pazzo; ecco: un uomo eccezionale, che rivelava poco di sé e forse nascondeva il meglio. Certo, questo - forse- vuol dire essere matti, ma la sua pazzia (se pazzia fu davvero) era luminosa e forte, non tetra e muta e crudele come la pazzia che disperde le parole...

  • Preghiera a Dio
    Un Racconto di Paolo Cortesi

    La notte del 5 agosto 1934, alle tre di notte del 5 agosto 1934, Ernestina Duranti scelse il coltello. Lui, il marito, Luigi, era tornato ancora una volta ubriaco. Lei stava sveglia ad aspettarlo, con gli occhi che le bruciavano per il sonno negato e un ronzio acuto e discontinuo nelle orecchie che sembrava il sibilo del silenzio di quella notte calda. Aspettava alzata perché doveva vedere com'era la sbornia del marito: certe volte rincasava piangendo, lamentoso e con brevi gesti incerti, come se tutto in lui si fosse rimpicciolito, o ammalato...

  • Le Ultime Parole
    Un Racconto di Paolo Cortesi

    Io apro la porta dell'ingresso principale dell'Hotel Majestic Royal Splendid. In effetti, è una grande porta girevole con uno spesso vetro color brandy e tanto ottone smerigliato ai bordi; io sono lì a fianco, a destra, di questa grandiosa porta girevole luccicante; vesto una giacca bianca che sembra quella d'un capitano di marina, ma si vede subito, dall'insieme del mio abbigliamento e altro ancora, che sono un servitore: ho i guanti bianchi, i calzoni neri con un filo d'oro, un berretto a visiera dura lucida...